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Gino Bartali

La nascita del campione

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Gino Bartali nasce Sabato 18 luglio 1914 nella casa dei genitori in Via Chiantigiana n° 78 a Ponte a Ema, Comune di Bagno a Ripoli.

Il padre Torello, di Vallecchio, Comune di Castelfiorentino, e la madre Giulia Sizzi, di Villore, Comune di Vicchio, si erano sposati nel 1908 andando ad abitare a Cascine del Riccio dove erano nate le figlie Anita e Natalina, poi si erano trasferiti a Ponte a Ema.

Terminata, con la sesta classe elementare, la scuola dell'obbligo, fece l'apprendista meccanico nella piccola officina di biciclette di Oscar Casamonti, suo vicino di casa, dove conobbe i più affermati corridori dell'epoca e cominciò ad appassionarsi alle vicende del ciclismo.

Dal matrimonio con Adriana Bani, 14 novembre 1940, ha avuto tre figli: Andrea, Luigi e Bianca Maria.

Numerosi i riconoscimenti che gli sono stati dati.

Una grande avventura

Cominciò nel 1931 la grande avventura di Gino Bartali sostenuto da tutti gli sportivi di Ponte a Ema e in particolar modo da Oliviero Berlincioni, Oscar Casamonti, Rolando Cortigiani, Rodolfo Mei, Marino Panconesi.

Un avventura che fu sul punto di interrompersi definitivamente in seguito alla morte del fratello Giulio avvenuta il 16 giugno 1936, due giorni dopo l'incidente nella discesa del San Donato, verso Firenze, durante una gara ciclistica di dilettanti. Giulio Bartali era nato il 20 ottobre 1916.

Un duro colpo per Gino, per i genitori e le sorelle. La gioia per il trionfo di due settimane prima nel Giro d'Italia era stata improvvisamente spazzata via.

Eberardo Pavesi, suo direttore sportivo, Nello Ciaccheri, Pietro Linari e altri amici lo aiutarono a superare quel difficile momento, ma Gino ritornò alle corse in condizioni non certo ottimali tanto che nel campionato del mondo, sul circuito di Bremgarten a Berna, fornì una prestazione deludente.

Pavesi gli fu prodigo di consigli. Bartali tornò ad essere se stesso a fine stagione. Vinse alla grande il Giro di Lombardia.

La bella avventura continua

Con la maglia della S.S. Aquila di Ponte a Ema, dal 1931 al 1934, Bartali partecipò a 105 corse. Le vittorie 44: 11 da allievo, 33 da dilettante. Numerosi i piazzamenti.

Il 5 ottobre 1931 raggiunse il primo successo nel circuito di Antella.

Dal 1932 suo grande rivale fu Aldo Bini di Prato.

Nel 1933 confermò grandi potenzialità di arrampicatore nella Bologna - Passo della Raticosa.

Il 24 maggio 1934 a Grosseto rimase coinvolto in una grave caduta a pochi metri dal traguardo. All'ospedale i sanitari gli riscontrarono ferite multiple e ravvisarono la necessità di una deviazione del setto nasale per difficoltà respiratorie.

Riprese l'attività agonistica il 17 giugno a Pelago, in provincia di Firenze, dove, per il secondo anno consecutivo, si aggiudicò la coppa Giulio Cremonini.

Nel 1934 fu campione toscano dilettanti. L'ultimo successo l'ottenne il 29 ottobre a Ponte a Ema.

Nel mese di novembre partecipò, come indipendente tesserato per la S.S. Aquila, al giro di Tripolitania in cinque tappe; si classificò 4°.

Prime vittorie da professionista

Nel 1935 l'esordio in campo professionistico con la squadra dei fratelli Ghelfi di Torino, la Frejus, capitanata da un piemontese, Giuseppe Martano, che comprendeva un altro toscano: Mario Cipriani di Prato.

Bartali si fece notare subito. La Milano - Sanremo, infatti, lo vide principale protagonista, tanto che gli organizzatori gli assegnarono un premio speciale di 500 lire. Ciò non gli impedì di aprire una polemica per il 4° posto alle spalle di Olmo, Guerra e Cipriani.

Queste, nel 1935, le prime vittorie:

  • Tappa Portocivitanova - L'Aquila del Giro d'Italia
  • Criterium delle Nazioni a Torino
  • Gran Premio Reuss in Spagna
  • Giro dei Paesi Baschi
  • Criterium di Montjuich
  • Giro delle Due Provincie a Messina
  • Coppa Bernocchi a Legnano

Conquistò il titolo di campione italiano, al termine delle nove prove, davanti ad Aldo Bini e Vasco Bergamaschi.

I più importanti traguardi

Corse a tappe:

  • 3 Giri d'Italia (1936,1937,1946)
  • 2 Giri di Francia (1938, 1948)
  • 2 Giri di Svizzera ?(1946,1947)
  • 1 Giro dei Paesi Baschi (1935)
  • 1 Giro di Romandia (1949)

Corse in linea :

  • 4 Campionati Italiani (1935, 1937, 1940, 1952)
  • 3 Giri di Lombardia (1936, 1939, 1940)
  • 3 Giri del Piemonte (1937, 1939,1951)
  • 3 Giri del Lazio (1937, 1940, 1945)
  • 4 Milano - Sanremo (1939, 1940, 1947, 1950)
  • 5 Giri della Toscana (1939, 1940, 1948, 1950, 1953)

Inoltre: una coppa Bernocchi (1935), una Tre Valli Varesine (1938), due volte il campionato di Zurigo (1946, 1948), due Giri della Campania (1940, 1949), e due Giri dell'Emilia (1952, 1953).

Gran Premi della Montagna:

  • 43 nel Giro d'Italia (7 volte primo nella classifica finale)
  • 17 nel Giro di Francia
  • 6 nel Giro della Svizzera

Ultima vittoria da professionista il 24 giugno 1953 nel Giro della Toscana.

In diciannove anni di professionismo, Bartali si è ritirato soltanto 28 volte.

Il Giro di Francia 1948

  • 1° Bartali Gino (Italia): 21 tappe, Km 4922 in 147 h 10' 36" media Km 33,402
  • 2 ° Schotte Alberik ( Belgio ) a 26' 16"
  • 3 ° Lapébie Guy ( Francia ) a 28' 48"
  • 4 ° Bobet a 32' 59"
  • 5 ° Kirchen a 37' 53"
  • 6 ° Teisseire a 40' 47"
  • 7 ° Lambrecht a 49' 56"

Classifica a punti: 1° Bartali, 2° Teisseire, 3° Bobet.

Gran Premio della Montagna: 1° Bartali, 2° Lazarides, 3° Robic.

Il 14 luglio in Francia era festa nazionale e per il Tour giorno di riposo a Cannes dopo dodici tappe. Bartali aveva 21' di distacco da Louison Bobet.

In Italia ci fu l'attentato a Togliatti: dimostrazioni e sciopero.

Il 15 il Tour riprendeva con il tappone alpino da Cannes a Briançon, comprendeva l'Allos, il Vars e l'Izoard. Fantastica fu l'impresa di Bartali che in classifica si portava a poco più di un minuto da Bobet.

Migliorarono intanto le condizioni di Togliatti ma permaneva in Italia una situazione tesa, preoccupante.

Il 16 Bartali vinse anche ad Aix les Bains e conquistò la maglia gialla.

Togliatti stava meglio, finiva lo sciopero, si allentava la tensione.

Domenica 18 luglio a Losanna ancora primo il campione italiano che consolidava il vantaggio in classifica festeggiando così il suo 34 ° compleanno. Dieci anni prima, lo stesso giorno, Bartali aveva vinto a Marsiglia.

La rivalità con Fausto Coppi, il mito dell'Intramontabile

La vera rivalità tra i due fuoriclasse del ciclismo ebbe inizio nel 1946 e finì nel 1953 quando Bartali aveva 39 anni e Coppi 34, come Kubler. Magni ne aveva 33, come Ockers; Van Steenbergen 29, Bobet e Koblet 28.

Bartali, dopo l'incidente automobilistico di Cermenate nell'ottobre del 1953, mentre si recava a Lugano per disputare il Gran Premio Vanini, era intenzionato a ritirarsi dallo sport attivo. I medici lo consigliarono di riprendere, senza eccessivi sforzi, l'attività agonistica per riattivare gli organi lesi nell'incidente stesso.

Pertanto le corse disputate nel 1954 non vanno considerate agli effetti di un confronto statistico vero e proprio. anche perché Coppi, a sua volta, rimase vittima di un ennesimo infortunio che lo costrinse a rinunciare a parecchie gare.

Sono note le tappe più significative dell'epico duello che tanto appassionò gli sportivi italiani e non solo italiani. Ricordiamo i Giri d'Italia e della Svizzera del 1947, il Giro della Toscana del 1948, i Giri d'Italia e di Francia del 1949, e altre corse nel 1950 a cominciare dalla Milano - Sanremo.

Nacque il mito dell'intramontabile.


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