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icon_galleryCappella Brancacci

Nel 1268 un gruppo di frati giunti da Pisa fonda a Firenze la chiesa della beata Vergine del Carmelo. I lavori di costruzione vengono portati avanti con il contributo del Comune e delle più facoltose famiglie fiorentine e si protraggono anche oltre la data della consacrazione (1422), terminando soltanto nel 1475. La facciata della chiesa resta incompiuta; ancora oggi si presenta con un grezzo paramento in pietrame e laterizio.
Intanto, grazie alla progressiva acquisizione di terreni circostanti, il complesso comincia ad espandersi con la costruzione degli ambienti conventuali; a partire dal tardo Duecento sorgono il primo chiostro, il dormitorio, il refettorio, la sala capitolare, l'infermeria. Fra il Tre e il Quattrocento si moltiplicano gli interventi di decorazione dei nuovi locali, come attestano gli affreschi ancora presenti o staccati. Cresce nel frattempo l’importanza del convento, presso i cui ambienti si insediano varie compagnie laicali. Nel XIV secolo esso diventa Studium Generale, ovvero Università con facoltà di conferire i gradi accademici, e dà l'abito a Sant'Andrea Corsini (1301-1374).
L'assetto della chiesa viene alterato già nel Cinquecento quando, analogamente ad altre chiese fiorentine, anche questa subisce consistenti lavori di adeguamento ai precetti dettati dal Concilio di Trento. Per volontà del Duca Cosimo I, infatti, l'architetto Giorgio Vasari rimuove il tramezzo, colloca il coro nel presbiterio e rinnova completamente gli altari. Intensi lavori di ammodernamento interessano successivamente anche gli ambienti conventuali: fra il 1597 e il 1612 viene ristrutturato il primo chiostro, che comporta la perdita del celebre affresco della Sagra di Masaccio; poi vengono costruiti il secondo refettorio, detto Sala Vanni dall'autore dell'affresco che lo decora (ca. 1645), e la nuova biblioteca.
Un terribile incendio scoppiato nel 1771 provoca la distruzione degli interni della chiesa e la perdita di larga parte dei suoi arredi. Ne sono risparmiate l'antica Sagrestia (decorata da affreschi dell'inizio del Quattrocento), la Cappella Brancacci e la Cappella Corsini (1675-1683), raro e pregevole esempio di barocco romano a Firenze. Entro pochi anni la chiesa viene completamente rinnovata in stile tardo-barocco dall'architetto Giuseppe Ruggieri, affiancato dai pittori Giuseppe Romei e Domenico Stagi, assumendo l'aspetto che la caratterizza ancora oggi.
 

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