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Quartiere di Eleonora

cappella_eleonoraIl quartiere fa parte del primo nucleo dell’edificio, eretto tra la fine del Duecento e la metà del Trecento. Per due secoli ospitò gli alloggi privati dei membri dell’antico governo cittadino, i Priori delle Arti e il Gonfaloniere di Giustizia, che durante i due mesi del loro mandato risiedevano nel Palazzo in isolamento.

Il duca Cosimo I de’ Medici, quando nel 1540 si trasferì nel Palazzo con la sua corte, destinò queste stanze alla moglie Eleonora, la figlia del viceré di Napoli don Pedro di Toledo che aveva sposato l’anno precedente. Tutti i membri della famiglia ducale avevano il loro appartamento privato in questa parte dell’edificio: Cosimo al primo piano e i figli sopra il Quartiere di Eleonora.

I lavori di adeguamento degli ambienti alla funzione di stanze private della duchessa, affidati a Battista del Tasso, cominciarono subito, con la realizzazione, tra l’altro, della celebre cappella privata affrescata da Bronzino. Proseguirono tra il 1561 e il 1562 sotto la direzione di Giorgio Vasari che, con i suoi collaboratori, rialzò quasi tutti i soffitti e li decorò in lode di Eleonora di Toledo, con storie di antiche eroine ricordate per avere “paragonato le virtù degli omini” fino a superarle. Morta di malaria nel dicembre del 1562, la duchessa riuscì appena a vedere l’opera compiuta.

 

Quartiere di Eleonora

11 Cappella della duchessa Eleonora

Affreschi di Agnolo Bronzino

Quartiere di Eleonora

14 Sala di Ester

Copia della Battaglia di Anghiari (da Leonardo da Vinci)

 

 

 

 

 

 


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