Figlio di Piero il Gottoso e nipote di Cosimo il Vecchio, Lorenzo de’ Medici (1449-1492) proseguì l’opera dei suoi progenitori, accentrando su di sé il controllo politico ed economico della repubblica fiorentina. Convinto che l’equilibrio tra gli stati italiani avrebbe tenuto lontane le intromissioni straniere, si fece onore come promotore di accordi di pace e di alleanza.
Fu detto Magnifico per le sue eccezionali doti intellettuali. Sostenitore dell’Accademia Platonica, autore di rime e prose volgari, raffinato collezionista, protettore di artisti del calibro di Michelangelo Buonarroti, condizionò il gusto della sua epoca, favorendo lo sviluppo e la diffusione della matrice umanistica del Rinascimento fiorentino.
1556-1558
Pitture: Giorgio Vasari e Marco da Faenza, olio su tavola (soffitto) e affresco (pareti)
Stucchi: Leonardo Ricciarelli, Giovanni Boscoli e Mariotto di Francesco, su disegno di Bartolomeo Ammannati (?)

Rappresentazione simbolica di Lorenzo che riceve l’omaggio degli ambasciatori dei più potenti stati stranieri. Tra i doni recati al suo cospetto, il cappello cardinalizio concesso dal pontefice al figlio Giovanni, futuro papa Leone X

Lorenzo circondato da filosofi e letterati, tra le allegorie della Fama e della Virtù
(da sinistra: Marullo Tracagnotto, Giovanni Lascari, Leonardo Bruni, Leon Battista Alberti, Cristofano Landino, Marsilio Ficino, Gentile da Urbino, Demetrio Calcondila, Francesco Accolti, Pico della Mirandola, Agnolo Poliziano, Luigi Pulci)
Piazza della Signoria
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