Rete civica del Comune di Firenze
%> <% Versione italiano Italiano English Version English
Rete Civica » HOME » Museo Stefano Bardini » La moda entra nel museo
Stampa la pagina Twitter Facebook

La moda entra nel museo

modaCasati1rid500Nell’ambito delle iniziative promosse dal progetto Con gli occhi di… Bardini, Horne e Stibbert che vede coinvolti i tre omonimi musei fiorentini, è aperta la mostra Lusso e Moda. Percorsi insoliti nei musei Bardini, Horne e Stibbert, nata da un’idea congiunta delle tre direttrici museali (Antonella Nesi, Elisabetta Nardinocchi e Kirsten Aschengreen Piacenti), con il contributo della Regione Toscana, Ente Cassa Risparmio di Firenze e Comune di Firenze, in collaborazione con l’associazione OMA. 
 

Storia del costume, collezionismo d’antiquariato e moda, si incontrano creando, allo stesso tempo, differenti percorsi volti a celebrare l’antica arte della produzione tessile e la passione per l’haute couture, ormai parti integranti della tradizione culturale fiorentina, proprio nei giorni della kermesse di Pitti Immagine 2012 .
La scelta dei luoghi, infatti, non è casuale. La raffinata stravaganza e l’attenzione per i dettagli dei tre antiquari, operanti durante gli eclettici anni del movimento Dandy, trovano giustificazione non solo negli arredi dei loro suntuosi palazzi, ma anche nella cura della propria immagine pubblica attraverso l’oculata scelta di capi d’abbigliamento sempre innovativi e, allo stesso tempo, aggiornati al gusto dell’epoca.
  

 
Abito di Anna Casati, 1970 (Courtesy of Anna Casati)



 mostraCasati2rid500La mostra, che attraversando cinque secoli ricostruisce la storia del costume e dell'arte del vestire a Firenze, si articola in tre esposizioni.
Al Museo Horne viene ospitata Bordi figurati del Rinascimento nella collezione Horne, a cura di Elisabetta Nardinocchi e Laura Zaccagnini, che vede come protagonisti tali preziosi manufatti realizzti in seta, lino e filato d’oro, lavorati a lampasso e broccatello, utilizzati per impreziosire gli arredi liturgici. Questi pregiati tessuti, databili tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, sono testimonianza di un particolare interesse antiquario per tale genere di manufatti di piccolo formato, che comportò l’acquisto da parte dei mercanti d’arte di numerosi paramenti sacri.
L’esposizione si è rivelata essere anche un’occasione per fare nuove ricerche e approfondimenti su questo genere di produzione artistica, che, come nel caso dei bordi figurati di Horne, ha visto in qualità di autori dei disegni preparatori artisti del calibro dei Ghiralandaio, Andrea del Verrochio, Raffaellino del Garbo e Bartolomeo di Giovanni. Pertanto torneremo nuovamente a parlare della mostra dell’Horne, proprio in occasione della presentazione del Quaderno di Studi che racchiuderà le nuove scoperte ed osservazioni emerse.

Le fiabesche stanze della residenza Stibbert fanno da scenario ai ventidue modelli di abbigliamento della mostra, realizzata da Kirsten Aschengreen e Stefania Ricci, Una teenager nella moda. Le collezioni in Sala Bianca di Giovanna Ferragamo dagli Anni Sessanta agli anni Ottanta, un omaggio a Giovanna Ferragamo, la quale nel 1959, a soli sedici anni, presentò all’ Hotel Plaza di New York la sua prima collezione, e fu subito un successo. Immediatamente le principali testate giornalistiche dissero che una teen-ager era entrata nella moda, e proprio questa esclamazione ha fornito il giusto titolo per l'esposizione. Gli abiti presentati, furono il simbolo della rivoluzione femminile nel campo della moda e del lavoro negli anni Sessanta: le audaci minigonne dalle accese tonalità e i lunghi abiti da sera dalle scollature vertiginose volevano rappresentare il nuovo ruolo che la donna stava occupando nella società di quel periodo.

Le sale blu del Museo Stefano Bardini accolgono, invece, la mostra Anna Casati e la moda: da “Vacanze romane” ai favolosi anni Ottanta;le raffinate creazioni della stilista fiorentina,
modaBardinicaratterizzate dai tessuti arricciati e riccamente drappeggiati risultati di una sapiente abilità manuale, hanno dato vita a dei capi evergreen per la signora di classe.
Con i modelli della Casati, le curatrici della mostra, la direttrice Antonella Nesi, Eleonora Andreoni, e Michela Daddi, hanno creato delle piccole mise en scéne, sfruttando i suggestivi ambienti del Museo Stefano Bardini.
Tra le più riuscite vi è quella nella Sala d’armi, dove è stata simulata una scena d’addio fra due amanti: un manichino di donna, vestito con lungo abito da sera nero, rivolto verso la piccola finestra del camerino della sala mentre dà di spalle ad uno smoking buttato su una poltrona, sembra riflettere sull’amarezza dell’amore e la transitorietà della felicità che porta. Un grande pannello con l’immagine di due innamorati appena usciti da una lite, vestiti con abiti da sera del laboratorio Casati, invita il visitatore ad avvicinarsi e spiega, con una citazione tratta da Romeo e Giulietta di William Shakespear, la piccola piéce teatrale: "Ahimè, perché l'amore, di aspetto così gentile è poi, alla prova, così aspro e tiranno?"

Anna Casati, visibilmente emozionata per l’evento che l’ha vista protagonista, ci ha raccontato gli inizi della sua carriera: “Fin da ragazzina marinavo la scuola per disegnare e cucire le mie creazioni. La passione per la moda è congenita: mia mamma era una sarta e mia zia tingeva i tessuti. Cucivo ogni singolo dettaglio a mano e, quando aprì il mio ateliér, raccolsi attorno a me un laboratorio di bravissime ricamatrici. Rimpiango quei tempi, perché, con la serializzazioni industriale del lavoro di sartoria, oggi si è perso molto in qualità e originalità.” Ha aggiunto, inoltre, commossa: “Questa esperienza è stata bellissima, è come se fossi tornata di nuovo giovane. Potessi tornare indietro rifarei tutto quello che ho fatto.”

 modaCasati3rid500 modaCasati6rid500 
modacasati7rid500modaCasati4rid500 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MSB_DepliatModa
Depliant 

 


città di firenze
Comune di Firenze
Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria
50122 FIRENZE
P.IVA 01307110484
Privacy
Note Legali
Accessibilità
Licenza Creative Commons

Amministrazione Trasparente: I dati personali pubblicati sono riutilizzabili solo alle condizioni previste dalla direttiva comunitaria 2003/98/CE e dal d.lgs. 36/2006